La poesia in barca a vela

La poesia in barca a vela

Ho pensato che in un blog dedicato alla navigazione in Grecia, culla di civiltà e cultura ci potesse rientrare a pieno la poesia.

La poesia che per i Greci era uno strumento educativo attraverso il quale narrare le gesta degli antichi eroi e degli antenati ad un popolo ancora analfabeta.
La poesia che nella nostra quotidianità si è persa, ma che in circostanze particolari ritorna, come quando il mio grande amico Silvano Pollina, alias Pollo, durante la traversata atlantica ha scritto due poesie, una per me e una per la mia barca.

Sale e Pepe
Chi tra le tempeste e i flutti ci riporta a casa tutti?
Egli ha un viso giovanile, mentre il capo è un po’ senile;
Pepe e sal son i capelli!!! E, se non fosse per quelli
sembrerebbe il fratellino di suo figlio Giovannino.
Ha compiuto senza danni i suoi primi quarant’anni!!!!
Li ha finiti “dannazione” proprio in navigazione.
Tra beccheggi, spruzzi e rollo con il suo compagno “Pollo”,
va da Margherita a Antigua, navigando senza tregua.
Per portare nella baia anche la piccola “Maya”.
“Natalie” che fu trovata su vicino a Puerto Plata,
l’ha portata via dal porto e ora danza al corpo morto.
L’ha portata con gli amici questa barca un po’ vanesia:
Lu’, Stè, Mà, Giovanni e il Pollo; i pirati di Melesia!!!
Tralasciando pari pari tanti bei particolari…
Certo noi non ci si sbaglia!!!! Con la sua barca ammiraglia,
mentre torna piano piano verso Riva di Traiano,
benvenuta ed inattesa gli hanno fatto una sorpresa:
ad Ibiza un bel mattino, lo raggiunge Stefanino!!!
Con lui c’era già Silvano e ora formano un trio strano!!!
Per chi ancor non l’ha capito è Giorgino: il “Capitano”.

Prince
Vorrei scrivere quest’oggi della nostra imbarcazione:
non è conte nè marchese, non è duca nè barone.
E’ del mar la Principessa, anche se per caso strano,
porta un nome mascolino che le dà lustro e fierezza.
Sa danzare tanti balli: lenti, rock ed alligalli
e talvolta si scatena frantumando sartie e stralli.
Lei sa essere gentile con la sua tripolazione,
anche se poi la strapazza come fosse zabaglione.
E’ composta e maestosa quando il vento fa il galante,
ostentando senza posa il suo incedere elegante.
Ma se poi sorge un litigio che scatena una babele,
sa difendersi gagliarda fino a far scoppiar le vele.
Quando il vento fa col mare una losca coalizione,
lei traballa, sbatte, strilla; ma non molla la tenzone.
E’ paziente con chi porta se la sanno ben trattare;
li perdona se talvolta fanno cose da non fare…
Per finir potrei giurare ch’ella ha tutti i requisiti
per salire di un gradino nella scala nobiliare;
divenendo lei divina, forte, bella e coraggiosa,
dell’oceano la regina, navigando senza posa.

E ancora una poesia che mio figlio Giovanni ha recitato alla scuola dell’infanzia, ormai qualche anno fa!
“La mia barca è particolare e con essa vorrei navigare lungo tutto il mare,
ma io sono ancora piccino e ho bisogno di qualcuno vicino.
Caro papà guida tu la mia barca e tu mamma facci compagnia, con la tua allegria.
Mamma, papà vi voglio tanto bene”.

Se come dice Italo Calvino “La poesia è l’arte di fare entrare il mare in un bicchiere” oggi, cari amici, vi invito a spedirmi le vostre poesie di mare, che condividerò con tanto orgoglio su questa pagina, dedicata a tutti noi che andiamo sempre di fretta, a tuti noi che non ci fermiamo a pensare, che lavoriamo a ritmi forsennati ormai schiavi di un progresso e di una tecnologia che ci sollecita a non rallentare.
A tutti noi che sul web cerchiamo le risposte ad ogni domanda e che non cerchiamo più le risposte vere in noi stessi.

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By | 2017-07-18T17:01:19+00:00 04 04, 2017|